Scorci del Lago di Garda

Posted in Pensieri inutili e sconnessi on 28 May 2008 by geryo

Redenzione!

Posted in Pensieri inutili e sconnessi with tags , on 16 May 2008 by geryo

Oggi ho aiutato un amico a liberarsi dal fardello della schiavitù di alcune tipologie di prodotti informatici. Costui è una persona molto intelligente e curiosa in generale, ed in particolare in relazione all’informatica e alla possibilità di adattare il software alle proprie esigenze.

Infatti, la sua più grande preoccupazione, nonostante sia un ingegnere, non è quella di ottenere qualcosa di funzionante dal suo strumento di lavoro, bensì di possedere l’ambiente virtuale più consono al suo Ego.

Costui possiede uno degli ultimi iBook G4 prodotti dalla Apple. Dopo alcuni mesi di lotta intestina tra l’installazione di Linux e l’utilizzo di MacOS X, è sortito affermando di essere riuscito a trovare il giusto equilibrio tra il suo desiderio e il vincolo dei prodotti software esistenti, equilibrio raggiunto mediante l’acquisto e la configurazione di alcuni programmi informatici presenti per il sistema operativo MacOS X.

Memore delle chiaccherate in merito al software libero, dei passati tentativi di installazione di Gnu/Linux su piattaforma ppc, della sua passata tensione nell’ottenere alcuni software a lui molto cari, l’ho convinto a installare una Fedora core 9 sul suo portatile.

A metà tra il faceto ed il serioso, gli ho esposto il mio punto di vista. Vi sono OS che compiono quanto di più subdolo possa esistere nel rapporto tra esseri umani e sistemi informatici; sono OS che eseguono una manipolazione della volontà e del desiderio di libertà che è proprio di ogni uomo. Sono OS che si presentano in una veste grafica piacevole, accattivante, come accattivante risulta l’extasy offerta dallo spacciatore all’angolo della strada. Viene fornita l’ideale di un paradiso artificiale raggiungibile con poco sforzo, ottenibile da chiunque e in un qualunque momento.

La realtà è che il paradiso, tanto meno quello proposto da questi OS, non esiste e, quindi, non è raggiungibile e non ha senso neppure la sua ricerca. Il fine ultimo dei creatori di questi sistemi (esattamente come quello degli spacciatori di droga) è quello di annullare la volontà di potenza degli esseri umani. Annichilirci. Imporci il loro ideale, inquadrarci, costringerci in una direzione, imprigionarci.

La realtà è che i sistemi informatici esistono per servire l’uomo. Non è l’uomo che deve adattarsi a loro. Non è l’uomo che deve imparare a utilizzarli. Non è l’uomo che deve essere guidato. Sono i sistemi informatici che devono essere creati affinché ogni essere umano possa utilizzarli come estensione del proprio ego, come proiezione del proprio essere nel mondo virtuale.

Oggi, ho la presunzione di aver contributo affinché una persona, che stava scegliendo di cavarsi gli occhi, scoprisse nuovamente il senso della vista. Covo la speranza che la ritrovata visione del mondo possa mantenerlo lontano dalla tentazione di abbandonarsi alla mediocrità, alla decisione di accontentarsi di un compromesso.

Oggi, voglio credere di poter spiegare, a chiunque legga queste righe, che senza tensione e senza dedizione non è possibile creare il proprio angolo di paradiso in terra. Che senza curiosità non è raggiungibile nessun obiettivo. Che senza desiderio smettiamo di essere esseri umani e diventiamo burattini nelle mani di chi ci vuole vendere un paradiso preconfezionato, con tanto di data di scadenza.

Tenete ben presente questo: quanto avete letto in rapporto ad un’esperienza in campo informatico può essere tradotto in una qualunque situazione in cui sia coinvolto un essere umano, la sua tensione al divino che è in noi, e l’offerta di un paradiso impachettato, con regole ben definite, con promesse di beatitudini e richieste di pagamenti. Per tutti coloro che si sentono curiosi, in perpetua tensione, ricordo quanto afferma Lucifero nel Paradise Lost di Milton: Better to reign in Hell, then serve in Heav’n.

In nome del Sig. Toshiba

Posted in Pensieri inutili e sconnessi on 11 May 2008 by geryo

Oggi, a seguito di un leggero upgrade di hardware del mio computer portatile, mi sono trovato a dover reinstallare Windows…

Metto il CD di installazione nell’apposito alloggiamento, imposto il boot da CD, il CD si avvia, Windows inizia a controllare il mio HD, su cui avevo installato precedentemente Linux in una partizione con LVM, e si ferma.

Dico tra me e me: “E’ un caso… Sono stato sfigato!… Riproviamoci…”.

Ho riprovato con 5 versioni diverse di Windows XP.

Nessuna ha funzionato.

Dopo quasi 24 ore di bestemmie, insulti, torpiloqui nei confronti della casa produttrice di Redmond, sono riuscito a riprendere in mano il CD di ripristino del mio vecchio Toshiba Satellite, e, INCREDIBILE DICTU, era, in realtà, un Norton Ghost che sono riustito ad installare sulla partizione preparata appositamente per ricevere questo virus formato “sistema operativo”.

Adesso, mentre sta avvenendo l’installazione del SP3 di Windows XP, sono qui a dire: GRAZIE, SIG. TOSHIBA!!!!

Perché Geryo?

Posted in Pensieri inutili e sconnessi with tags , on 8 May 2008 by geryo

Oggi una persona a me cara mi ha posto questo quesito: “Perché Geryo?”.

Visto che non è la prima, e probabilmente, non sarà l’ultima, ad avere questa curiosità, ecco la nascita del mio nickname.

- Ecco la fiera con la coda aguzza,
che passa i monti, e rompe i muri e l’armi!
Ecco colei che tutto ‘l mondo appuzza!-.

Sì cominciò lo mio duca a parlarmi;
e accennolle che venisse a proda
vicino al fin d’i passeggiati marmi.

E quella sozza imagine di froda
sen venne, e arrivò la testa e ‘l busto,
ma ‘n su la riva non trasse la coda.

La faccia sua era faccia d’uom giusto,
tanto benigna avea di fuor la pelle,
e d’un serpente tutto l’altro fusto;

due branche avea pilose insin l’ascelle;
lo dosso e ‘l petto e ambedue le coste
dipinti avea di nodi e di rotelle.

Con più color, sommesse e sovraposte
non fer mai drappi Tartari né Turchi,
né fuor tai tele per Aragne imposte.

Come tal volta stanno a riva i burchi,
che parte sono in acqua e parte in terra,
e come là tra li Tedeschi lurchi

lo bivero s’assetta a far sua guerra,
così la fiera pessima si stava
su l’orlo ch’e` di pietra e ‘l sabbion serra.

Nel vano tutta sua coda guizzava,
torcendo in sù la venenosa forca
ch’a guisa di scorpion la punta armava.

Dante Alighieri, Inf. XVII, 1-27

Insomma, questo mostruoso essere, che poi Dante citerà esplicitamente con il nome di Gerione al verso 97, è, nella mitologia classica, un re crudele ucciso da Ercole in una delle sue fatiche (link).

È solamente il genio di Dante, oltre alla sua cultura forgiata da bestiari e da tutto l’universo “immaginifico” medievale, a fornirci la visione di un corpo diviso da tre nature: uomo nel volto, leone nelle zampe, serpente nella coda. Tale visione ha eccitato artisti quali Doré, Blake ed anche Botticelli (link) che hanno fornito la loro interpretazione a questa raffigurazione.

La rappresentazione dei classici latini è più sottile; è quella di una natura tricorpora non meglio definita, come nell’Eneide (tergeminus Geryon - Aen. VI, 289), in cui Virgilio utilizza questa figura come personaggio infernale ponendolo nel vestibolo dell’Ade insieme ai Centauri, la Chimera, l’Idra di Lerna, le Gorgoni e le Arpie.

Per la sua natura multiforme e per la sua crudeltà nell’invitare ignari conviviali alla sua mensa al fine di nutrire i suoi tori con le loro carni (Boccaccio, Gen. deorum, I, 21), Dante utilizza la figura di Gerione per simboleggiare la frode e l’inganno.

La sua figura, e soprattuto l’illustrazione grafica di Doré, hanno sempre colpito la mia immaginazione e, fedele al mio motto, non potevo non utilizzare questa figura come alter ego per simboleggiare la molteplicità delle anime, chiamiamole “maligne”, che compongono ogni essere umano (e, di conseguenza, anche me).

Ho un blog!

Posted in Pensieri inutili e sconnessi on 7 May 2008 by geryo

Sì, lo so. Non ho nulla da scrivere, e mi sono fatto contagiare dalla moda di avere un blog su cui scrivere i propri pensieri…

Averne… di pensieri…