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Redenzione!

Posted in Pensieri inutili e sconnessi with tags , on 16 May 2008 by geryo

Oggi ho aiutato un amico a liberarsi dal fardello della schiavitù di alcune tipologie di prodotti informatici. Costui è una persona molto intelligente e curiosa in generale, ed in particolare in relazione all’informatica e alla possibilità di adattare il software alle proprie esigenze.

Infatti, la sua più grande preoccupazione, nonostante sia un ingegnere, non è quella di ottenere qualcosa di funzionante dal suo strumento di lavoro, bensì di possedere l’ambiente virtuale più consono al suo Ego.

Costui possiede uno degli ultimi iBook G4 prodotti dalla Apple. Dopo alcuni mesi di lotta intestina tra l’installazione di Linux e l’utilizzo di MacOS X, è sortito affermando di essere riuscito a trovare il giusto equilibrio tra il suo desiderio e il vincolo dei prodotti software esistenti, equilibrio raggiunto mediante l’acquisto e la configurazione di alcuni programmi informatici presenti per il sistema operativo MacOS X.

Memore delle chiaccherate in merito al software libero, dei passati tentativi di installazione di Gnu/Linux su piattaforma ppc, della sua passata tensione nell’ottenere alcuni software a lui molto cari, l’ho convinto a installare una Fedora core 9 sul suo portatile.

A metà tra il faceto ed il serioso, gli ho esposto il mio punto di vista. Vi sono OS che compiono quanto di più subdolo possa esistere nel rapporto tra esseri umani e sistemi informatici; sono OS che eseguono una manipolazione della volontà e del desiderio di libertà che è proprio di ogni uomo. Sono OS che si presentano in una veste grafica piacevole, accattivante, come accattivante risulta l’extasy offerta dallo spacciatore all’angolo della strada. Viene fornita l’ideale di un paradiso artificiale raggiungibile con poco sforzo, ottenibile da chiunque e in un qualunque momento.

La realtà è che il paradiso, tanto meno quello proposto da questi OS, non esiste e, quindi, non è raggiungibile e non ha senso neppure la sua ricerca. Il fine ultimo dei creatori di questi sistemi (esattamente come quello degli spacciatori di droga) è quello di annullare la volontà di potenza degli esseri umani. Annichilirci. Imporci il loro ideale, inquadrarci, costringerci in una direzione, imprigionarci.

La realtà è che i sistemi informatici esistono per servire l’uomo. Non è l’uomo che deve adattarsi a loro. Non è l’uomo che deve imparare a utilizzarli. Non è l’uomo che deve essere guidato. Sono i sistemi informatici che devono essere creati affinché ogni essere umano possa utilizzarli come estensione del proprio ego, come proiezione del proprio essere nel mondo virtuale.

Oggi, ho la presunzione di aver contributo affinché una persona, che stava scegliendo di cavarsi gli occhi, scoprisse nuovamente il senso della vista. Covo la speranza che la ritrovata visione del mondo possa mantenerlo lontano dalla tentazione di abbandonarsi alla mediocrità, alla decisione di accontentarsi di un compromesso.

Oggi, voglio credere di poter spiegare, a chiunque legga queste righe, che senza tensione e senza dedizione non è possibile creare il proprio angolo di paradiso in terra. Che senza curiosità non è raggiungibile nessun obiettivo. Che senza desiderio smettiamo di essere esseri umani e diventiamo burattini nelle mani di chi ci vuole vendere un paradiso preconfezionato, con tanto di data di scadenza.

Tenete ben presente questo: quanto avete letto in rapporto ad un’esperienza in campo informatico può essere tradotto in una qualunque situazione in cui sia coinvolto un essere umano, la sua tensione al divino che è in noi, e l’offerta di un paradiso impachettato, con regole ben definite, con promesse di beatitudini e richieste di pagamenti. Per tutti coloro che si sentono curiosi, in perpetua tensione, ricordo quanto afferma Lucifero nel Paradise Lost di Milton: Better to reign in Hell, then serve in Heav’n.